PFAS: aziende a confronto

Data

Gio 09 Mag 2024

Descrizione evento

I PFAS, acronimo per identificare composti alchilici per- e poliflorurati, rappresentano una famiglia di oltre 4700 sostanze chimiche largamente utilizzate, da alcuni decenni, in vari ambiti, sia in articoli per la casa e di uso quotidiano (tessuti idro- e oleo-repellenti, indumenti, tappeti, rivestimenti antiaderenti, prodotti per la pulizia, prodotti antincendio, packaging, insetticidi, cosmetici) che in componenti e prodotti per uso industriale (gomme, guarnizioni, rivestimenti funzionalizzanti, lubrificanti, componenti meccanici, vernici, materiali ignifughi, articoli medicali, ecc.) nei settori più disparati (macchinari e impianti, settore automobilistico, aeronautico, aerospaziale, elettronica, edilizia, ecc.). 

 I PFAS sono composti chimici altamente fluorurati caratterizzati da una struttura chimica molto stabile che li rende particolarmente resistenti ai processi naturali di degradazione; la loro persistenza ambientale è così elevata da essere essersi guadagnati l’appellativo di  “forever chemicals”. L’accumulo nell’ambiente e, conseguentemente, negli esseri viventi si è dimostrato essere pericoloso se al di sopra di certe concentrazioni.  

 Per questa ragione, la comunità internazionale (in primis l’UE) sta studiando attentamente il fenomeno con attività di monitoraggio e sensibilizzazione ed ha avviato percorsi che, in breve tempo, porteranno ad una regolamentazione dell’impiego dei PFAS, orientata ad una progressiva riduzione, fino al divieto totale. 

Alcuni produttori multinazionali di prodotti contenenti PFAS ne hanno già annunciato il ritiro dal mercato e ci si attende che ciò, in funzione della progressiva diffusione delle normative, avverrà di conseguenza per tutti gli altri che offrono soluzioni riconducibili a questa famiglia di sostanze.  

Tutto questo ha un potenziale impatto sul mercato davvero rilevante e pone interrogativi su come le aziende potranno e dovranno effettivamente attrezzarsi per adeguarsi agli obblighi che saranno definiti dalle diverse normative: va sottolineato, infatti, che per molte applicazioni ad oggi non esistono soluzioni alternative pronte all’uso. 

Alla luce di questo scenario, CRIT propone un momento di approfondimento e di confronto volto, da un lato, a rendere le aziende maggiormente consapevoli della situazione contingente, dall’altro a permettere un confronto aperto sugli approcci utilizzati dalle stesse, per fronteggiare questo cambiamento. 

L’incontro sarà aperto da un intervento a cura della dott.ssa Laura Grisai, del Centro Reach di Federchimica, che inquadrerà la problematica, fornendo le informazioni di base sui PFAS e sulle principali famiglie di materiali interessate, per poi dare una panoramica delle azioni che, a livello Europeo e internazionale, stanno portando alla regolamentazione dell’impiego di tali sostanze. 

Seguirà la testimonianza di una delle aziende socie, Tetra Pak, che condividerà il percorso che ha intrapreso in questo ambito, sia dal punto di vista tecnico (mappatura dell’impiego dei PFAS, studio e individuazione di soluzioni alternative, ecc.) che organizzativo (gestione della supply chain, sviluppo delle competenze, partnership ed ecosystem, ecc.). 

Ampio spazio, poi, sarà dedicato alla condivisione delle esperienze delle altre aziende presenti al tavolo, così come a domande, osservazioni e commenti rispetto agli interventi programmati. 

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