PFAS: aziende a confronto. Dalla consapevolezza alla gestione operativa

Data

Mar 03 Nov 2026

Descrizione evento

A due anni dal primo Tavolo di Lavoro CRIT sui PFAS, il quadro regolatorio continua a evolvere, pur con tempi più lunghi del previsto. In Europa la proposta di restrizione universale nell’ambito del REACH è in fase di valutazione da parte dei comitati scientifici dell’ECHA, e la proposta della Commissione Europea è attesa nel corso del 2027. Negli Stati Uniti sono già previsti obblighi di rendicontazione sulla presenza di PFAS nei componenti, che stanno spingendo diverse filiere, in primis quella automotive, a raccogliere dati lungo tutta la catena di fornitura. In questo scenario molte aziende sono passate da una fase di osservazione a una fase più operativa, e oggi la domanda non è più soltanto cosa prevederà la normativa, ma come affrontare concretamente il tema in azienda.

Il tavolo di lavoro, pensato come aggiornamento e prosecuzione dell’incontro del 2024, affronterà tre filoni di discussione. Il primo riguarda la mappatura dei PFAS nei prodotti e la gestione della supply chain: come individuare forniture e componenti critici, quali informazioni richiedere ai fornitori (anche di piccole dimensioni) e come strutturare il flusso informativo, anche attraverso database e piattaforme condivise. Il secondo è dedicato alle alternative, da individuare non in astratto ma in funzione della specifica prestazione richiesta (resistenza alle alte temperature, impermeabilità, antiaderenza). Il terzo riguarda l’interpretazione della normativa e l’organizzazione interna: campi di applicazione e deroghe per aziende che operano trasversalmente su più settori, integrazione con la compliance REACH e ripartizione delle responsabilità.

Il tavolo si aprirà con l’intervento di Ferrari, che illustrerà l’utilizzo di IMDS (International Material Data System), la piattaforma condivisa dai principali costruttori automotive per raccogliere lungo la catena di fornitura i dati sulla composizione dei materiali, oggi impiegata anche per rispondere agli obblighi di rendicontazione sui PFAS previsti negli Stati Uniti. Un esempio concreto di gestione strutturata delle informazioni con i fornitori, di interesse anche per i settori non automotive. Seguiranno le testimonianze di alcune aziende socie e una discussione aperta per favorire il confronto tra tutti i partecipanti.

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